Criticità per la filiera dell’edilizia
Caro energia e balzo dei prezzi delle materie prime. Lo scenario della guerra del Golfo rimane centrato sul prolungamento del blocco dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz con la pressione sui costi energetici mentre si delineano criticità per le filiere della manifattura e dell’edilizia. Si potrebbe accentuare la carenza di offerta di alcune materie prime, oltre a quella delle commodity energetiche e dei prodotti raffinati, con un conseguente impatto sui relativi prezzi e con ricadute sulle materie prime legate al ciclo del petrolio, come bitumi e asfalti. La spinta dei costi dell’energia impatta sui prezzi dei prodotti per l’edilizia come calcestruzzo, cemento, acciaio, vetro, ceramiche e laterizi, per mattoni, piastrelle e sanitari. Un comparto quello dell’edilizia fatto nelle Marche da circa 14.000 imprese ( di cui il 99,9% sono micro e piccole) con più di 36.000 addetti, settore fortemente impegnato anche nella ricostruzione. L’attuale instabilità geopolitica, sottolinea l’Anaepa Confartigianato Edilizia Marche con il presidente Enrico Mancini, rischia di accentuare velocemente il fenomeno del rallentamento del settore, già in atto da tempo. Le dinamiche speculative sui mercati energetici e petroliferi stanno infatti determinando aumenti ingiustificati nei costi dei materiali da costruzione. Le conseguenze delle tensioni in atto stanno generando incrementi nei costi del bitume, delle materie prime polimeriche, dei trasporti e, più in generale, di tutti i prodotti ad alta intensità energetica, tra cui i laterizi, con effetti diretti sull’intera filiera delle costruzioni. Le imprese segnalano su tutto il territorio nazionale aumenti previsti intorno a una media del 20%, con una maggiore esposizione alla volatilità dei prezzi e un contesto di forte incertezza che erode drasticamente la fiducia degli operatori. In questo scenario il rischio è quello di una progressiva compressione dei margini operativi, con ricadute sulla stabilità dei contratti e sulla continuità produttiva delle imprese. Una carenza di offerta determinerà una accelerazione del trend di crescita dei prezzi dei metalli già rilevato prima dello scoppio della guerra, con un rilevante impatto sui costi delle imprese manifatturiere e delle costruzioni. A febbraio 2026 salgono del 23,8% su base annua le quotazioni di metalli e minerali – valutato in dollari e comprendenti alluminio, rame, minerali ferrosi, piombo, nichel, stagno e zinco – con una spinta per stagno (+53,0%) e rame (+38,8%). Il contesto internazionale – ribadisce Enrico Mancini presidente regionale di ANAEPA Confartigianato Edilizia Marche – richiede un’attenzione costante e un confronto istituzionale tempestivo, anche a livello europeo, per accompagnare il settore attraverso una fase complessa e garantire condizioni operative coerenti con il ruolo strategico delle costruzioni per l’economia nazionale. ANAEPA auspica pertanto l’avvio di un dialogo costruttivo con le istituzioni competenti, finalizzato a individuare in tempi brevi soluzioni efficaci a tutela della continuità produttiva e della sostenibilità economica delle imprese del comparto, confidando in una particolare sensibilità del Governo in questo momento emergenziale.





